Il mio Parco Trenno

Il mio Parco Trenno

5 novembre 2012
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Il mio Parco Trenno

Ho cominciato a correre lungo i suoi vialetti e i suoi pratoni quando avevo si e no dieci anni... Ci andavo ogni fine settimana con mio fratello o con gli amici di scuola a giocare a calcio.

Non sono mai stato un fenomeno a calcio… Ma ovviamente, da buon “predestinato dell’endurance”, correvo a più non posso e sempre, in costante movimento.

E ovviamente venivo fuori alla distanza, nel secondo, terzo o quarto tempo, quando gli altri erano tutti sfiancati. Allora li spadroneggiavo.

Magari sbagliavo anche gol clamorosi con tiri un po’ svirgolati o controlli di palla approssimativi, ma non mi interessava, a me piaceva correre libero in mezzo a quello spazio verde e accogliente che mi pareva infinito.

Da giovanissimo calciatore sono passato sin da adolescente a futuro multisportivo…

E così sono arrivate le corse serali con mio fratello e il nostro amico Marco. Spesso si andava anche in bici, si legava al palo all’ingresso del parco su Via Novara e poi via a fare i classici due giri. Io però ne facevo sempre un pezzo in più, allungavo apposta il tragitto, erano un po’ lentini i miei accompagnatori.

I riflettori mi indicavano la strada e in ogni stagione macinavo chilometri lungo i viottoli asfaltati tra file d’alberi altissimi.

E poi sono arrivate le maratone e il triathlon… Con allenamenti tosti, sudore, fatica, da solo o con gli amici, sempre con la gioia di correre sentendomi a casa.

Perché il mio Parco Trenno è sempre lì, pronto ad accogliermi e dopo 30 anni di corse ancora mi emoziona e mi fa correre velocissimo, come fosse la prima volta!

Non potevo festeggiare il mio compleanno senza salutarlo, sentire il cuore battere sempre più forte, i polmoni riempirsi di aria fresca e godermi una corsa notturna…

Con i suoi riflettori a indicarmi la strada, a macinar chilometri lungo i viottoli asfaltati, tra file d’alberi altissimi.

Il mio Parco Trenno…


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