Giorgio Alemanni

Giorgio Alemanni

9 novembre 2014
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Giorgio Alemanni, il “Grigio” ci racconta il triathlon

Giorgio Alemanni è una persona semplice e appassionata, gentile e di cuore, da tutti conosciuto e da tutti amato.

Oggi, sabato 8 novembre 2014, lo abbiamo festeggiato e ringraziato perché con il suo libro, “30 anni di Triathlon”, ci ha fatto riunire, abbracciare, ridere e commuovere.

A casa del TriRoad, nella sede storica del Road Runners Club Milano, con il mitico presidentissimo Isolano Motta seduto in prima fila e una sala gremita di amici, triatleti e non, tutti lì pronti ad ascoltare “il Grigio“, lupo capobranco dei triatleti meneghini.

Giorgio Alemanni ha cominciato la sua avventura nel triathlon di Ostia nel 1984 e in quel momento per lui è cominciata una nuova vita, fatta di continue scoperte di persone, luoghi, situazioni che lo hanno profondamente segnato, lasciandogli ricordi preziosi e indelebili.

E tutti questi ricordi Giorgio li ha voluti racchiudere in questo incredibile libro, fatto di tanti racconti di atleti e delle loro vittorie, ma fatto anche di quella che è stata l’esperienza diretta, sua e degli amici che hanno con piacere dato il loro contributo.

Tanti i momenti salienti della presentazione: la dedica alla sua e nostra carissima Claudia, moglie affettuosa e appassionata tifosa; il racconto di sua figlia Astrid, che ci ha spiegato come il triathlon ha permeato e caratterizzato positivamente le giornate della famiglia Alemanni; il toccante ricordo del compagno TriRoad Alessandro, che ci ha fatto ricordare Emilio, il presidente sempre presente, con il suo immancabile zainetto; la chiacchierata col papà del triathlon, Marco Sbernadori, e con i suoi “fidi scudieri” Luigi Pericoli e Stefano Spina.

Ma oltre a tutto questo, nelle parole, ma soprattutto negli occhi e nell’espressione di Giorgio abbiamo letto e sentito una profonda gratitudine per tutto quello che questo sport gli ha regalato.

Prima di salutare e ringraziare tutta la sala, in piedi sul palco, io e Giorgio ci siamo guardati negli occhi e ci siamo abbracciati forte, come due vecchi amici, quali siamo.

Volevo solo aggiungere un grazie caro Giorgio: grazie per avermi permesso di essere al tuo fianco per presentare il tuo bellissimo libro, ma soprattutto grazie di cuore per aver condiviso con tutti noi, scrivendole e immortalandole, le emozioni uniche di questi tuoi esaltanti “30 anni di Triathlon“!

Dario ‘daddo’ Nardone

ps come potevo finire meglio la giornata se non con una partita a calcio, con i miei figli Giacomo e Martina e un branco di scatenati 15enni che correvano da tutte le parti? Saran stati 10 anni che non giocavo al balun… Mi sono divertito davvero come un fanciullo! Insomma, l’8 novembre resterà nella mia testa proprio come una giornata unica.


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