Il team #ekisfamily all'Attimo Vincente di sabato 19 novembre 2016

Il team #ekisfamily all'Attimo Vincente di sabato 19 novembre 2016

23 novembre 2016
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Goditi gli attimi premianti!

Lo scorso fine settimana, l'ho passato in maniera assai diversa rispetto ai miei soliti, sempre in giro qui e là a raccontare storie di sport...

Tutto è cominciato sabato 19: sveglia all’alba e pronti per vivere un’intensa giornata alla scoperta dell'”Attimo Vincente“.

In realtà, per me e Manu è tutto fuorché una novità frequentare un corso con la #ekisfamily, anzi, è proprio una piacevolissima abitudine che abbiamo inserito nella nostra vita sin dall’inizio dell’anno.

E’ che per la prima voltà l’ho vissuto indossando la mitica “maglia rossa“, ovvero ho fatto parte dello staff. Ed è stato proprio figo!

Insieme con i coach e le altre maglie rosse, abbiamo accolto ben 140 partecipanti, numero inaspettato che ha inorgoglito tutti! Ho parlato con diversi amici, alcuni che ho portato io, altri che ho trovato e ritrovato, e ho conosciuto ancora una volta tante persone appassionate e pronte a mettersi in gioco per crescere.

Il tema del corso riguardava, come da “titolo” quei momenti, gli attimi vincenti appunto, che ognuno di noi si costruisce con fatica. Quei momenti in cui sei padrone della situazione a tal punto che tu e solo tu, con tutta la tua voglia, con tutto il tuo talento, con tutta la tua determinazione, hai la possibilità di andare a conquistarti l’obiettivo che hai sognato e a cui ti stai dedicando.

E’ tutto nelle tue mani e quello è il momento giusto per dare il meglio di te #finoinfondo.

Ovviamente questo non succede solo in ambito sportivo, gli attimi vincenti esistono in ogni frangente della nostra vita.

Personalmente, mi piace un sacco pensare sia a quelli che ho vissuto, sia a quelli che arriveranno come frutto del mio “nuotare-pedalare-correre“.

La giornata di sabato si è conclusa con una divertente cena condivisa tra gli altri con Andrea, il moto infinito fatto coach; la fede, la certezza e la sicurezza avvolte in una bolla luccicante di energia. Fortunato chi lo incontra!

Qualche ora di sonno ed eccoci a domenica mattina: un’altra sveglia con buio pesto per andarsi stavolta a sparare con Manu un bel ventello, una tapasciata nel comasco di 20K di corsa su e giù che avevo proprio una gran voglia di fare.

E devo dire che l’ho corsa proprio bene: me la sono goduta a livello paesaggistico, me la sono goduta a livello di prestazione (primi 10K tranquilli, seconda parte, con i 10K più duri, bella tirata) con soddisfazione al termine nonostante i polpacci ancora mi chiedono pietà!

E soprattutto me la sono goduta perché ho ricevuto un sacco di energia grazie a un semplice gesto che ho ripetuto per tante e tante volte con gran gusto.

Mi piace salutare la gente che incontro e allora mi sono posto un semplice obiettivo: salutare tutti (ma proprio tutti, tutti, tutti!) i camminatori e corridori che ho incrociato.

Quello che ho ottenuto è stato innanzitutto gioia derivante dal mio stesso sorriso.

Dalle persone invece ho avuto diversi riscontri: un pizzico di stupore, qualche silenzio d’imbarazzo e anche qualcuno che dall’espressione del viso mi ha fatto capire di aver pensato una roba tipo “che-cazzo-vuole-questo-che-mi-supera-e-mi-prende-pure-per-il-culo?“…

E soprattutto, sono stato sommerso e rigenerato da una marea di sorrisi e di saluti gioiosi, ancora più veri perché materializzati sul volto dei miei “salutati” in maniera improvvisa e inaspettata.

Boom! Che energia sana e facile da donare e portarsi a casa! Fidatevi, da provare!

Dopo il ritorno a casa, doccia, pranzo con un montone di verdure (gnam!) e pomeriggio in giro per piccoli e grandi acquisti; c’era da organizzare il seratone insieme con Manu e i miei ragazzi, Giacomo e Martina.

Il clou della serata prevedeva infatti il derby, che ovviamente è stato vissuto intensamente da me e Giacomo, cuori rossoneri (al 92° il pari nooo ca°°ooo!), con le nostre girl che ci guardavano con l’espressione classica del “dai che teneroni che sono, gli basta vedere ventidue bambinoni in mutandoni che corrono dietro a una palla per essere felici…”.

Devo dire che il pomeriggio è stato piuttosto complicato per me, la stanchezza e le tante cose da sistemare prima di poter rilassarmi mi hanno innervosito e reso un po’ ombroso rispetto al mio solito.

Sino a quando ho detto stop e ho deciso di fare cominciare la mia magia: ero irritato e mi dicevo “Uff, a me piace faticare, perché devo fermarmi a godermela se ho ancora un sacco di cose da fare?”.

Poi la domanda si è tramutata in un “Ferma tutto, davvero sto vivendo una vera domenica in famiglia a casa?! L’ho desiderato così tanto ultimamente…”.

Quindi mi sono fatto travolgere dallo stupore, una sensazione che amo provare, perché era proprio tutto vero!

E finalmente mi sono deciso ad azzittire la mente, ho tolto le domande strane dalla mia testa e le ho sostituite con tanti baci e abbracci, per poi riempirmi dalla testa ai piedi utilizzando una caraffona ricolma di un azzurrissimo liquido al sapor di tranquillità e accoglienza.

Mi sono così potuto godere appieno questi momenti così gratificanti con la mia famiglia e in quell’istante li ho voluti “battezzare” e mi sono detto: «Va che figata questi “attimi premianti”, sono tutti per me, goditeli daddo, te li meriti!».

Sì, insieme agli attimi vincenti, ci sono anche gli attimi premianti.

E io me li voglio proprio godere perché rappresentano quello che mi spetta, sono il frutto dei miei desideri, delle mie decisioni e della mia dedizione, gli ingredienti che utilizzo sempre mentre percorro la mia strada con grinta verso le mete che ogni giorno mi prefiggo.

Dario ‘daddo’ Nardone

#daddocè
#fczstyle
#mondotriathlon



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